Vacanze in Salento? Le verità… nascoste

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Smartphone e trolley: un long weekend su e giù per il Salento
22 maggio 2015
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Vacanze in Salento? Le verità… nascoste

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di Ale Birba
(blogger BirbaMamme)

Avete presente lo spot “No Alpitour??? Ahiahiahi!” Ecco…
Se per agosto avete intenzione di fare una vacanza nel Salento e avete dei bimbi piccoli, sappiate che…
Il Salento, più che una zona, è quasi una regione a sé. Basti pensare che la sola provincia di Lecce conta quasi 100 comuni, ‘isole’ diverse tra loro, tanto che persino i dialetti cambiano notevolmente dai paesini del Nord a quelli nel ‘capo’, cioè la punta della penisola Salentina, anzi il tacco per intenderci, dove si trova Santa Maria di Leuca, estremo lembo d’Italia.
In alcuni comuni si parla addirittura un dialetto con parole in greco antico, reminiscenza delle vecchie dominazioni. Quindi un territorio vasto (e per questo non dimenticate di leggervi e non bypassate i consigli sui trasporti) e vario, tutto da scoprire.
Le bellezze da ammirare sono tante, dai menhir agli ulivi secolari; dalla pietra leccese ai monumenti in stile barocco, alla quercia più antica d’europa (la Quercia dei Cento Cavalieri si trova sulla strada che da Tricase conduce a Tricase Porto); dai frantoi ipogei alle cave di bauxite (nei dintorni di Otranto); dalle riserve naturali alle baie tipo laguna blu, dalle torrette d’avvistamento alle grotte incantate (non perdetevi la Zinzulusa a Castro e le tante grotte marine intorno a Santa Maria di Leuca), dalle ville fiabesche al mosaico con l’Albero della Vitanella Cattedrale di Otranto… Potrei continuare all’infinito, perché, qui, ogni angolo racconta una storia.
Per non parlare dell’artigianato locale che offre veri e propri capolavori in terracotta, cartapesta, carparo, ferro battuto, giunco.
E poi si mangia che è una meraviglia. Carne o pesce , mare o terra c’è solo l’imbarazzo della scelta.
I piatti della tradizione, soprattutto quelli più semplici sanno di buono già dal profumo e anche ‘gli snack’ che qui equivalgono a mini pranzi e che hanno nomi come ‘calzone’, ‘puccia’, ‘rustico’… vi stupiranno per la bontà.
Tutto questo fa del Salento una terra unica e meravigliosa tanto che noi salentini ‘emigrati al nord’ ne parliamo sempre come di un paradiso e convinciamo ‘orde’ di gente a venire a visitare la nostra terra.
Ma c’è un ma: spesso, proprio il nostro entusiasmo confonde e suscita aspettative che poi, ahimè finiscono per essere disattese.
Perciò, dopo avervi elencato questa sfilza di pregi, voglio provare a ‘prepararvi’ completamente a quello che troverete, perché la vostra possa essere davvero una ‘meravigliosa vacanza’.

OSPITALITA’
Informatevi bene quando prenotate la casa/albergo/B&B sulle effettive condizioni dell’immobile. Diciamo che qui di stelle (cadenti) se ne vedono parecchie in estate. A San Lorenzo e non solo, ma quanto a quelle che indicano la qualità dell’hotellerie, è tutto molto fumoso… e i più furbastri vi faranno passare semplici garage per appartamenti autorefrigeranti, balconi per terrazzi, loculi per mini appartamenti.
E se vi dicono che ‘dalla finestra si vede il mare’ chiedete bene con che tipo di obiettivo perché potrebbe essere a km di distanza.
Ah, non vi stupite se l’arredamento verrà definito con ‘preziosi mobili antichi’ e in realtà si tratta di ruderi obsoleti rubati alla nonna.
La crescente richiesta da parte dei turisti ha fatto si che chiunque si sia improvvisato albergatore e affittacamere e questo a discapito, purtroppo, della qualità.
Furbastri a parte, non vi meravigliate nemmeno se il tizio al quale casualmente chiederete un’informazione per strada vi accompagnerà personalmente nel luogo che state cercando (con qualsiasi mezzo).
o se il vostro sconosciuto vicino d’ombrellone, dopo due giorni di chiacchiera vi inviterà a casa sua a mangiare le orecchiette e le pittole (piatto tipico locale).
La maggior parte dei salentini ha il cuore grande di default, è un popolo ospitale e affidabile, e chiunque, se può, si farà in quattro per aiutarvi. Giuro!
Anzi, quando avete la possibilità di conoscere qualcuno del posto, fatevi sempre consigliare su dove, quando e come andare. e se vi dice che vi vuole ‘raccomandare’ dal suo amico che ha un ristorante/bar/albergo… lasciatelo fare… è meglio.

TRASPORTI
In Salento la macchina non è un optional ma è essenziale. Tutto si raggiunge in macchina. Quindi di macchine che circolano, già normalmente, ce ne sono parecchie, troppe!
E non perché i salentini siano pigri (cioè, anche…) ma più che altro, aggiungete a un’indolenza tipica di noialtri, il fatto che in estate la temperatura media è di 38 gradi all’alba.
Ne consegue che muoversi a piedi o in bicicletta per fare tragitti non brevi è considerato roba da masochisti. Considerate poi che la provincia di Lecce occupa una superficie di circa 2.800 Kmq …

BENZINAI
A proposito di auto, i distributori ci sono. Pochi e ben nascosti, ma ci sono.
Ma, anche se a Milano girate sempre in riserva, non fatelo nel Salento. Potreste pentirvene amaramente. Evitate di rimanere con ‘una tacca’ di carburante nel serbatoio… fate il pieno appena avvistate un distributore.
Vi ricordate i famosi 38 gradi di cui sopra? Non scherzavo.
E se è sera, fatelo uguale. Anche se siete sulla litoranea: molti lidi al tramonto si trasformano in discoteche all’aperto generando traffico da raccordo anulare anche dopo la mezzanotte.
E rimanere in fila mentre state tornando a mettere a nanna il pupo isterico non rientra in quella che si considera ‘un’avventura da vacanza memorabile’.
Ps. Il consiglio vale per tutti i mezzi di locomozione a carburante, barche comprese.

PARCHEGGI
A parte quelli abusivi (tutto il mondo è Paese!) quelli con le strisce blu (ovvero a pagamento ma sicuri) sono sempre troppo pochi per la quantità di turisti che arriva in estate in ‘Terronia’.
Detto questo vi consiglio di evitare i parcheggi “creativi” copiando l’idea di qualche villico.
Loro, i villici intendo, sanno dove e come mettere la macchina. Voi no.
E anche se non vi spiegate perché abbiano parcheggiato davanti a un passo carraio senza remore e vi apprestate a imitarli, sappiate che sicuramente il proprietario del passo carraio ostruito è un cugino o un parente di terzo grado che riconosce l’auto ‘di famiglia’ con la stessa velocità con cui si accanirà contro quella del turista. E carri attrezzi e vigili sono molto più frequenti dei distributori.

LIMITI
Qui tutti sembrano essere in vacanza da sempre e liberi di fare ciò che vogliono. Ma i limiti esistono. E i controlli pure. Rispettate velocità e tassi alcolici: i posti di blocco, soprattutto di sera sono tanti e le patenti ritirate fioccano.
Tornare al nord in aereo con passeggino, ovetto, giochini del mare, etc. etc. vi potrebbe costare come una vacanza in Patagonia.

CARTELLI
Quando hanno distribuito la segnaletica stradale lungo la Penisola, evidentemente sono partiti dal nord e arrivati quaggiù si sono ritrovati solo con i cartelli con la scritta ‘Tutte le direzioni’: quindi non sorprendetevi se ne troverete ovunque.
Qui tutte le strade portano dove tu vuoi arrivare, l’importante è beccare quella più breve prima di impazzire come Teseo senza Arianna nel dedalo di paesini tutti uguali. Google Maps e i navigatori possono aiutarvi ma chiedere consiglio agli abitanti locali è molto, molto più semplice ed efficace delle mappe, ve lo assicuro.

LUCI
Anche le luci evidentemente erano finite. Le strade di sera sono molto buie e spesso i marciapiedi sono un optional. Aggiungeteci che nei paesini è abitudine dei più anziani portare le sedie in strada e sedersi ‘a prendere il fresco’ fuori. Consiglio spassionato: quando fate le curve, prendetele larghe!

SPIAGGE
LIBERE: Avete presente le sardine? No, non è un piatto tipico quaggiù… ma il loro aspetto una volta inscatolate e pressate una sull’altra ricorda molto l’effetto spiaggia libera in agosto.
Di spiagge libere infatti ce ne sono, per carità, il litorale ionico ne è pieno da Leuca a Gallipoli e anche sul versante adriatico, nella zona più a nord, non manca la sabbia free.
È però bene che sappiate che se volete conquistare il vostro angolino vitale, dovrete alzarvi all’alba o anche un po’ prima e andare a piantare l’ombrellone prima che arrivi l’orda di turisti con tende/accampamenti/gonfiabili/cucina portatile/borse frigo e pizze take away che, in ogni caso, più avanti nella giornata vi starà vicina vicina.

Se non amate le relazioni pericolose, vi consiglio perciò di scegliere i lidi attrezzati. Dimenticavo: racchettoni, bocce, volley, soccer… qui nessun tipo di palla è proibito in spiaggia. O meglio, lo è come in tutta Italia, ma nessuno verrà a controllare. Quindi va da sé che in tanti si sentono campioni e si divertono a giocare facendo ‘girare’ spesso anche le palle degli altri bagnanti che campioni non lo sono.

ATTREZZATE: Lettino ed ombrellone ad agosto nella migliore delle ipotesi vi costeranno come in Liguria. Nella peggiore come a Cannes. Abbiate pazienza. E nel dubbio, chiedete sempre prima. Si paga tutto. Soprattutto l’acqua. Intendo quella per fare una doccia. E nonostante questo, e alla faccia della crisi, i lidi privati sono sempre pieni. Cercate di prenotare quando avrete trovato quello che vi piace per avere magari una tariffa migliore.

SCOGLIERA
La scogliera è affascinante e il mare che la lambisce ha colori da urlo: ma se vedete i ‘locals’ stare abbarbicati come granchietti sulle rocce senza colpo ferire e saltellare agilmente per raggiungere l’acqua, non cercate di imitarli. Qui si nasce coi piedi palmati atti a non scivolare. É una sorta di eredità genetica, forse originariamente i salentini erano pesci…

MACCHIA MEDITERRANEA
La vegetazione è bellissima. Ci sono canneti, ulivi, cespugli profumatissimi. Ne avrete un’idea quando dovrete parcheggiare nel mezzo del nulla per raggiungere la spiaggia, libera o attrezzata che sia. E scommetto che, quando dopo avere parcheggiato dovrete attraversare a piedi la macchia con 40 gradi all’ombra, vi divertirete a chiamare con vari nomi di santi ogni cespuglio sino ad arrivare alla meta. Ah, non ve lo avevano detto che c’era “un po’ di strada da fare dal parcheggio”?

EVENTI
Concerti, happening, serate culturali, ma soprattutto… le mitiche sagre. Approfittate delle innumerevoli sagre paesane sparse quotidianamente sul territorio per passare delle serate piacevoli, scoprendo tradizioni antiche e mangiando piatti tipici: le sagre sono divertenti, ricche di musica, danze e bancarelle, ma soprattutto vi permettono di mangiare più o meno bene, spendendo cifre da mensa universitaria.
Tutto sta a non arrivare troppo tardi, prima che finiscano le cibarie, e a fare la fila un’unica volta acquistando tutti i ticket per i vari stand gastronomici una volta sola, evitando così di passare la serata a fare code.
Basta fare una lista (previdente) della ‘spesa’ prima. Coi bambini munitevi sempre di passeggino (i percorsi possono diventare lunghi e impervi) e non perdete comunque mai d’occhio i marmocchi perché sono eventi che richiamano un sacco di gente ed è facile perdersi tra la folla.

DISCOTECHE
Se siete genitori ancora ‘gggiovani’ che amano divertirsi qui troverete pane per i vostri denti perché ci sono discoteche e locali davvero molto belli, dove la musica è di qualità e sono ospitati i migliori dj internazionali: posti perfetti per allietare le vostre ore notturne. Molti lidi poi, già dal tramonto si trasformano in vere e proprie discoteche all’aperto iniziando la serata con l’aperitivo in spiaggia.
Unico neo? Ricordate che qui si muovono tutti in macchina? Può capitare che passiate più ore in fila per arrivare in discoteca che effettivamente dentro al locale.

CIBO
Ristoranti: Non so perché ma qui seggiolone e fasciatoio quasi non sanno cosa siano. Pochi sono i locali attrezzati e non chiedetemi come facciano le mamme locali. Io ho comprato una di quelle sedie col rialzo, portatile, fatta a borsetta e ora che Bambolotto sta in piedi, ho imparato a cambiargli il panno anche in equilibrio sul lavandino, roba da circo!
Diciamo che i bambini qui sono degli adulti in miniatura, ve ne accorgerete anche quando ordinerete ‘una porzione per il bambino’ che sarà esattamente il doppio della normale razione da adulto che vi avrebbero servito in qualsiasi ristorante del nord.

La Frisa: È un piatto tipico, definito povero. Una sorta di pane duro che si condisce con olio e pomodoro dopo averlo ammorbidito a bagno nell’acqua. Una specie di bruschetta ma più buona. Il punto è che la speculazione ‘turistica’ ha contagiato anche la ‘povera’ frisa: in alcuni posti ve la faranno pagare come un etto di caviale. Sappiate che dal panettiere, un chilo di frise, d’orzo o di grano, costa al massimo 3 euro. Compratele e fatevele da soli a casa. Ai bambini quelle ‘mignon’ piacciono molto.

Aperitivo: Se potete, fatevi un aperitivo: salterete la cena. Diciamo che in molti locali vi serviranno ‘piattini’ abbondanti e saporiti, che costano poco.

Caffé: Per i salentini esiste solo il Quarta. Il caffè prodotto a Lecce, forte e scuro. O è bollente o è in ghiaccio (in ghiaccio, non freddo!!!).
Non ci sono le mezze misure. Gustatelo in ghiaccio con latte di mandorla durante il giorno, magari in spiaggia. Non potete partire da qui senza averlo assaggiato.

Mandorle: Assaggiatele ‘fresche’. Dove trovarle? Dal tizio (abusivo) che passa in spiaggia urlando ‘cocco fresco!’.

CLIMA
Si dice “Salento… sule mare e ientu”. Vi traduco solo l’ultima, ossia vento, presenza costante sulle spiagge. Ricordatelo sempre perché il vento (se ci sono i soliti 40 gradi all’inizio lo amerete alla follia…) è lo stesso che odierete tantissimo quando farà volare la sabbia finissima negli occhi, seccare i capelli modello stoppa, irritare le orecchie dei bambini. Occhiali e cappellino non vanno mai, e dico mai, dimenticati.

NEGOZI
Questa cosa io non l’ho mai capita, anche se sono indigena ma qui alcuni prodotti non ‘arrivano’ mai nei supermercati o finiscono troppo presto. Vale per tutto, dal cibo ai giornali alle sigarette (sembriamo un isola con approvvigionamenti aerei!).
Ad esempio i pannolini Pampers Progressi qui sembrano roba di lusso, un po’ come il corallo bianco: e quando li trovi, costano mediamente un euro più che al nord. Anzi, diciamo che quasi tutti gli articoli per bimbi costano… un po’ di più. Mistero. Le cose sulle quali invece potete risparmiare sono la frutta e anche la verdura. Non vi lasciate ingannare dall’aspetto a volte non ‘invitante’ come invece è quello di tante bancarelle del nord: è la sostanza che fa la differenza e il sapore ‘vero’ vi lascerà di stucco.

TEMPO
Abituatevi ai tempi dei bradipi. Qui tutto scorre lento. Tutti vanno di fretta ma nessuno corre. “Scusa devo scappare che ho un appuntamento e sono già mezzora in ritardo… vabbè dai, un caffè lo prendo” è la regola. I negozi poi fanno orari particolari: dalle 13 alle 17 difficile che troviate qualcosa di aperto nei paesi dell’entroterra. È l’ora del pranzo e della conseguente pennica. E certe usanze vanno sacramente rispettate.

ANIMALI
Zanzare: Anche loro scelgono spesso il Salento. Vanno a trovare la famiglia, di solito numerosissima e quindi preparatevi a nugoli di moschitos fastidiosi e punzecchianti proprio come ai Caraibi, del resto non a caso il nostro mare è definito Caraibico.
Spray repellente, zampironi e pastiglie anti zzz sono corredo consigliato a ogni passeggiata open air dopo il tramonto.

Cani e gatti: Se ne vedete tanti in giro liberi e abbandonati non è perché noi salentini siamo padroni senza cuore ma perché, ahimè, in regione non esistono politiche di sterilizzazione adeguate e così, gli animali si riproducono con troppa libertà. E i canili… bè, lasciamo stare. D’inverno sappiate che comunque c’è sempre qualche anima buona che nutre ( e disseta) questi poveretti, e anche bene!

Fate attenzione però sulle strade a non investirli.

E ora che sapete più o meno ciò che c’è da sapere…

Buone MERAVIGLIOSE vacanze nel Salento!

 

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